Il sabot, ciondolo del 2014

Il sabot, ciondolo dell'edizione 2014

Il sabot, ciondolo dell’edizione 2014

Il ciondolo distintivo della 1014ª Fiera di Sant’Orso è realizzato dalla Cooperativa “Li Tsacolé d’Ayas” e gli espositori ne riceveranno un esemplare in omaggio. I visitatori che volessero acquistarlo come souvenir potranno trovarlo il 30 e 31 gennaio al prezzo di 10 euro presso il banco 321 in piazza Chanoux.
L’oggetto prescelto per questa edizione è il sabot, nota calzatura ricavata da un unico pezzo di legno, un’antica memoria che rimanda alla distribuzione dei sabot ai poveri da parte dei canonici di Sant’Orso, ancor oggi commercializzati, indossati per proteggere il piede e tenerlo caldo, lasciando all’esterno neve, acqua e fango. L’essenza utilizzata è il pino cembro, come i veri sabots.
Il mestiere degli “tsacolè”, gli artigiani fabbricanti i sabot, si è trasmesso da sempre di padre in figlio. Secondo la tradizione, dopo la festività di Ognissanti, mentre il gelo spazzava la Valle, gli uomini cominciavano la lunga fabbricazione dei sabot. Ai giorni nostri, i sabot sono ancora presenti sul
mercato grazie all’impegno della Cooperativa “Li Tsacolé d’Ayas” che ha deciso di ridare dignità al
mestiere del sabotier e valore a manufatti “poveri”, ma unici ed originali. Oggi la gente del posto
e i valdostani appassionati sono fieri di calzare i sabot e ai turisti piace acquistarli.
Ogni modello viene realizzato manualmente e su misura per adattarsi meglio a ogni piede e infatti
ogni sabot non è mai perfettamente uguale ad un altro.

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