Un’opera di Franco Pinet nel quindicesimo ciondolo dell’Asiv che aiuterà le persone assistite dalla “Caritas”. Negli scorsi anni raccolti in media settemila euro

Il ciondolo dell'Asiv (foto 12vda.it)

Il ciondolo dell’Asiv (foto 12vda.it)

Per la quindicesima volta, alle “Foire de Saint-Ours” di Donnas, domenica 19 gennaio e di Aosta, giovedì 30 e venerdì 31 gennaio, ci sarà il “ciondolo della “Associazione scultori ed intagliatori valdostani – Asiv” realizzato, quest’anno, da Franco Pinet, noto ed apprezzato scultore di Issogne, che ha portato le sue opere anche alla “Biennale” di Venezia.
L’iniziativa dell’Asiv si propone di raccogliere fondi che saranno destinati alle “Caritas” di Pont-Saint-Martin e di Aosta: «in bassa Valle ci sono due casi disperati – spiega Dario Coquillard, scultore e presidente dell’associazione – e ad Aosta se ne occuperà Elena Nitri, che da anni segue le situazioni più delicate. Negli scorsi anni, in media, siamo riusciti a raccogliere intorno ai settemila euro».
Il progetto, che costa tremila euro, ha visto la collaborazione degli studenti dalla quarta classe del corso di produzioni industriali ed artigianali dell’Istituto professionale regionale “Corrado Gex” che hanno preparato, insieme al professore Mauro Bieler, le oltre ottocento tavolette di noce che sono poi state serigrafate grazie al contributo di 1.500 euro dalla “Banca di credito cooperativo valdostana”, «che da sempre supporta e promuove l’attività dell’Asiv – sottolinea il presidente, Marco Lintye ci auguriamo che quest’iniziativa prosegua negli anni».
Duecento ciondoli sono stati numerati e firmati da Franco Pinet, che per realizzare l’opera si è ispirato ad una sua scultura reinterprentandola in maniera futuristica: per questi, a tiratura limitata, è richiesto un contributo di almeno 25 euro. Per gli altri seicento, identici ma non firmati e non numerati, viene chiesta un’offerta di almeno dieci euro: «ci siamo resi conto che, nel corso degli anni – aggiunge Coquillard – i nostri ciondoli sono diventati un oggetto da collezione, tanto che alcuni non si trovano più, come quello realizzato dal compianto Franco Balan, che non ne aveva neppure uno, o come il primo, disegnato da Francesco Nex, che anche lui ci ha lasciato lo scorso anno».
Alla presentazione dell’iniziativa, l’Asiv si è organizzata per offrire un ciondolo ai diversi operatori dell’informazione presenti nella sala delle riunioni della “Bcc”, a differenza di quanto è accaduto durante la presentazione ufficiale della “Foire de Saint-Ours” dove i giornalisti presenti non hanno ricevuto, com’era abitudine, il ciondolo ufficiale, che quest’anno rappresenta un “sabot”, la tradizionale calzatura valdostana. Secondo quanto affermato dalla dirigente dell’Assessorato regionale alle attività produttive, Wally Lettry, si è verificato un ritardo nei tempi di produzione, visto che la realizzazione del ciondolo è esclusivamente manuale ed è stato quindi scelto di preparare e consegnare prima quelli destinati ai 1.095 espositori.
Forse i tempi sono maturi per unire le due iniziative, magari assegnando all’Asiv la produzione del ciondolo ufficiale che potrà essere venduto per iniziative di solidarietà: «noi siamo una piccola associazione di una cinquantina di hobbisti appassionati del legno – risponde Dario Coquillard – non credo che potremmo affrontare un impegno simile, che prevede anche lavorazioni diverse rispetto quella del ciondolo». «E’ bello vedere come si sia messo il cuore in quest’iniziativa – aggiunge Pierluigi Marquis, assessore regionale alle attività produttive e politiche del lavoro – che risulta importante perché unisce passione, arte e solidarietà, superando vari ostacoli. Nulla ci vieta, per le prossime edizioni della “Foire” di pensare a quale innovazione ed un unione di intenti in questo senso potrebbe essere molto bella sotto il profilo artistico».

scritto da Angelo Musumarra, il 17 gennaio 2014, su 12vda.it

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