Nasce il “boiserisme” da uno scherzo tra Marco Jaccond ed Alexis Bétemps

Marco Jaccond ed Alexis Bétemps

Marco Jaccond ed Alexis Bétemps

Sarà la neve, sarà il periodo un po’ malinconico, in Foire2014 si parla molto di artisti che ci hanno lasciato, un po’ anche per tenerne vivo il ricordo e portare con sé, in visita fra i banchi, un amico in più.
«Ci siamo trovati a parlare di Plotino e Descartes – racconta Alexis Bétemps, trovato assieme a Marco Jaccond, miracolosamente arrivato ad  Aosta su un “Minuetto” stracolmo di piemontesi – ed abbiamo ricordato un caro amico, un artista che non c’è più, che è Pierre Aymonod».
Aymonod, artista di Châtillon, è stato portato via nei giorni della Fiera del 2012, a 57 anni, da una lunga malattia, pochi giorni dopo la chiusura della sua ultima mostra “Etant donné un mur, que se passe-t-il derrière?” alla Tour de l’Archet di Morgex. Così, gli amici si sono lasciati trasportare dal ricordo e da alti pensieri: «per una filosofia del legno, però – continua Bétemps – bisognerebbe chiedere ad una testa di legno».
«Potrebbe essere una sorta di “boiserisme” – continua Jaccond – andare sempre verso la fibra e mai contro perché “panta rei” tutto deve scorrere».
Ma cosa cercheranno in Foire 2014 due dei più simpatici intellettuali valdostani? «A me piacciono molto i galletti e le cornailles – confida Bétemps – e poi fotografare tutti i fiori, mi piacciono i colori, in questa stagione poi… Io aspetto la primavera».
«Io cerco il colore locale – aggiunge Jaccond – poi come diceva Picasso “io non cerco, trovo”: troverò qualcosa da qualche parte, non ho pregiudiziali di partenza».

Bookmark the permalink.

I commenti sono chiusi