I (mini) sabot non bastano mai: si raccolgono le ordinazioni per i ciondoli, che saranno pronti per fine febbraio

Il mini sabot, ciondolo della Fiera di Sant'Orso 2014, ormai esaurito

Il mini sabot, ciondolo della Fiera di Sant’Orso 2014, ormai esaurito

Li “Tsacolé d’Ayas” si sono ingegnati in ogni modo, ma il ciondolo simbolo della Foire2014, un mini sabot con il marchio della Fiera di Sant’Orso su cuoio, è letteralmente andato a ruba. Ne avevano preparati qualche migliaio, di cui più di 2.800 consegnati direttamente in Regione, ma a fine mattinata di giovedì 30 gennaio non ne avevano già più da vendere ai turisti ed ai visitatori: «è un piccolo sabot fatto tutto rigorosamente a mano, con lavoro certosino - spiega Roger Favre – purtroppo abbiamo finito tutti quelli che avevamo preparato per i visitatori della Fiera, ma prendiamo le ordinazioni e si potranno poi ritirare a fine febbraio in via Chambéry ad Aosta, nella sede dell’Ivat. Oppure lo spediamo direttamente a casa, abbiamo già tante prenotazioni».
Un oggetto così piccolo e in apparenza semplice è riuscito a conquistare tutti: «tanta gente ci ha detto che è stato il ciondolo più caratteristico della Fiera - continua Favre – forse perché il sabot è una delle cose più antiche. Ormai è qualche anno che ci siamo, ci conoscono!».
Classico, in piazza Chanoux, è invece trovare tutta l’attrezzatura per la lavorazione “in diretta”: «sabot grandi ne abbiamo portati pochi – continua il sabotier ayassin - perché siamo stati dietro alla produzione di quelli piccoli, ma li rifaremo. Tutto è su misura: la lunghezza si prepara prima, per la pianta del piede, e poi, come sanno gli estimatori, lo aggiustiamo sul posto in base all’altezza del collo del piede, della larghezza della pianta, per farlo andare al meglio. Sono comodissimi, bisogna solo abituarsi ed metterli con le calze di lana. Tanto si usano in montagna: tengono al caldo, all’asciutto dall’acqua e dalla neve».
Del resto, non devono per forza essere… infradito: «forse infradito no - ride Favre – ma per l’estate abbiamo provato a realizzare i “Crocks”, più che altro per ridere, magari vi faremo vedere una foto, quando apriremo il nostro nuovo sito».
Intanto, i responsabili dell’Assessorato non hanno mantenuto la “promessa” fatta durante la presentazione della Fiera di Sant’Orso, quando avevano dichiarato che, per problemi nei tempi di realizzazione, non avevano abbastanza ciondoli per i giornalisti intervenuti che, come da tradizione, lo ricevevano in anteprima. In nessuna occasione è stato successivamente consegnato il ciondolo.
Dei 2.800 che la Regione ha ordinato, al prezzo di sei euro l’uno, 1.100 sono stati consegnati agli espositori: ne restano 1.700, forse un po’ troppi per autorità, ospiti e personale.

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