Foire2015: la Valle d’Aosta in scatola di Massimo Clos

Massimo Clos

Massimo Clos

I baffi a manubrio, estensione del suo impagabile sorriso, riescono a sottolineare ancora di più gli occhi pungenti di Massimo Clos, che per la Fiera di Sant’Orso 2015 sceglie di esporre pezzi piccoli, ma sempre con un significato e un messaggio da spiegare. Un ricordo dei campi di concentramento, il numero “tatuato” sul legno e rinchiuso dal filo spinato, campeggia su un banco quanto mai eterogeneo. Artigiani a tutto tondo, rilievi con panorami agresti, tutto fa da corollario alla proposta marketing dello scultore.

La Valle d'Aosta in scatola di Massimo Clos

La Valle d’Aosta in scatola di Massimo Clos

«Hai presente le scatolette, tipo quelle di sardine? – ci racconta con un sorrisetto sotto i baffi, è il caso di dirlo – Ho pensato di metterci dentro la Valle d’Aosta, così è più semplice mandarne in giro qualche pezzo senza che si rovini». Già, in effetti aumentano sempre più quelli che si lamentano che raggiungere la “Petite Patrie” sia, diciamo, scomodo. «C’è voluto un dittatore per metterci la ferrovia – sogghigna – ma in settant’anni non siamo riusciti a migliorarla: siamo arrivati a malapena a Pré-Saint-Didier, neppure a Courmayeur. Anzi, fra poco non ci sarà più neppure quella».

Bookmark the permalink.

I commenti sono chiusi